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Come è cambiato il mondo del turismo e quello delle Guide Turistiche negli ultimi 40 anni.

Nei primi anni ’50, la domenica, dopo la Messa nella patriarcale Basilica di San. Giovanni in Laterano di prima mattina (abitavamo allora nelle vicinanze), mia madre, con la mia sorellina, ritornava a casa per preparare il pranzo della domenica, la cui laboriosa esecuzione era cominciata il sabato sera, ed io con mio padre si andava per “antichità”, il Foro, il Colosseo ecc.

Ad un ragazzo di 10-11 anni qual’ero, quei momenti in cui mio padre mi narrava le storie antiche dei primi romani del periodo dell’austerità morale e maturazione sociale e culturale che fu quel momento fondamentale e irripetibile della Repubblica, avevano il potere di suscitare  emozioni difficili da spiegare.

Io “vedevo” i fratelli Gracchi arringare il popolo con argomenti di civiltà attuale, vedevo i trionfi dei consoli di ritorno delle vittorie contro le popolazioni italiche e poi con Giulio Cesare, contro i Galli e i Britanni, sentivo la voce forte, sicura e suadente di Cicerone nell’arringa contro Catilina, che risuonava dentro la grande e solenne aula del Senato.

Meglio di un film!

Queste visite domenicali segnarono per alcuni anni l’interesse principale nella mia vita che mi portò in seguito allo studio accademico, con grande disappunto di mio padre che mi voleva Avvocato o Magistrato per continuare una tradizione di famiglia.

Poi un giorno seppi delle Guide turistiche, casualmente, durante un mio lavoro sulla storia di un monumento nel Foro Romano.

Capii subito l’importanza ed il fascino di questa professione e seppi anche di un esame a cadenza decennale per l’assegnazione di una decina di licenze.

Furono anni di assiduo studio e consultazione di libri classici, come il Lugli, il Gatti, una infinita bibliografia per l’archeologia, ed anche  per le chiese di Roma, e poi tutti i musei, con le conseguenti visite. 

Vinsi il concorso per la licenza e divenni Guida turistica.

Cioè entrai in un mondo del lavoro per me totalmente nuovo ed anche remunerativo.

Il mio primo lavoro fu con un gruppo di turisti americani, su un pullman rumoroso, con il vano motore al suo interno che sembrava una cassa da morto, con un microfono che gracchiava.

Ma c’era un’atmosfera di gaiezza, di contentezza e, anche se spesso i turisti non capivano le mie gracidanti parole, non si lamentavano mai per nessuna ragione.

Non esisteva praticamente traffico (cosa difficile da concepire una simile situazione oggi), ci si fermava con il mezzo davanti alla gradinata di San Pietro, davanti al Panteon e alla fontana di Trevi, oggi zone interdette quasi anche ai pedoni!

Poi ci si fermava per un cappuccino, o un panino e vino dai frati del Celio e le giornate passavano, così, tranquillamente, con serenità, con i clienti contenti a fare le foto, senza orari e senza quasi limiti.

Si finiva quando ci si stancava.

E poi si tornava in hotel, dove il tour continuava al bar davanti ad una birra, fino a notte.

E poi ritornavo a casa con le tasche piene di lire e di dollari, mance generose di clienti generosi.

Il nostro sindacato era retto da una serie di Guide autorevoli e di peso anche con i rapporti con le Istituzioni e Leonardo Dal Maso è stato per anni il patron delle Guide di Roma e non solo.

Forte personalità, bella e fiera presenza, ha rappresentato per il turismo romano di quegli anni, un vero punto di riferimento.

Poi, pian piano le cose sono andate peggiorando.

Le agenzie cominciavano ad essere potenti sotto la spinta di una grande richiesta di lavoro e tra le guide (poche e anziane) cominciò una antipatica forma di concorrenza, che comportava ovviamente atteggiamenti quasi di aggressività, di formazioni di clan, e con il traffico che aumentava, si riducevano le ore di lavoro, ed un conseguente nervosismo iniziava ad essere presente tra i clienti.

Negli anni ’70-’80 Si lavorava a pieno ritmo e quasi non c’erano più stagioni.

D’inverno arrivavano tanti brasiliani e messicani (oggi praticamente scomparsi come turisti organizzati), australiani ed anche tanti studenti da tutta Europa e dagli Usa.

D’estate arrivavano i classici e tanto attesi  generosi e spendaccioni americani ed anche, reggimentati come in un esercito e di corsa come in una maratona,  gruppi di giapponesi, più interessati allo shopping che all’Arte di Roma. 

Una pacchia fino alla guerra del Golfo…che ha praticamente segnato la fine del turismo tradizionale dei gruppi.

Nel frattempo, a causa della mancanza endemica di guide, si formò un sottobosco di abusivismo della nostra categoria che ha fra l’altro, ovviamente, danneggiato anche l’immagine della nostra professione, fenomeno ignorato dalle autorità, e accettato da molte agenzie che potevano pagare sottocosto anche se a discapito della qualità dei servizi e malgrado i tanti reclami.

Intanto il caos del traffico costrinse le autorità comunali ad interdire la circolazione dei pullman, sempre più grossi e sofisticati e divennero familiari le scene di tanti gruppi di turisti, moltissimi anziani, arrancare per chilometri per raggiungere il monumento da visitare, dal parcheggio, con un caldo atroce, in un traffico infernale, preda di torme di zingarelli che facevano molte vittime, di venditori abusivi di bottiglie di acqua al prezzo di champagne, di ogni forma di improvvisati commercianti che li aggredivano con le loro paccottiglie.

Erano finiti per sempre i tempi in cui al Museo Vaticano, i custodi erano di bellissima presenza, in livrea elegantissima, cortesi ed educati con i turisti che avevano la sensazione di visitare non un museo ma le stanze private del Papa.

Finita, anche da parte dei turisti, quell’educazione , rispetto ed ammirazione per il nostro paese, caratteristiche di persone di un certo stato sociale che poteva permettersi una vacanza.

Non vorrei sembrare il vecchio che si lamenta dei tempi moderni (O tempora , o mores!), che io amo comunque per molti aspetti, ma sicuramente oggi il turismo (o quello che ne è rimasto) è enormemente scaduto come qualità sia dei servizi in generale( meno il carovita che sale sempre di più) e sia anche proprio come qualità dei visitatori, sempre più trasandati, sempre più di corsa, sempre più superficiali.. e sempre meno generosi.

E questo è un peccato poiché di recente si è liberalizzato il numero delle licenze per cui oggi possediamo una nutrita schiera di giovani preparatissimi culturalmente, mentre in contrapposto c’è una drastica riduzione dei turisti e come si è detto anche della loro capacità di recepire un messaggio culturale.

Per questa ragione io credo che finalmente la creazione di un Annuario delle Guide Abilitate, con la sua enorme penetrazione capillare nei più disparati settori sociali ed economici e con i richiami alle aziende, agli addetti ai lavori di tutto il mondo, in maniera immediata e mirata, sia l’àncora di salvezza per la nostra professione che è sicuramente la più bella, difficile, ma gratificante che esista, che ci fa vivere respirando giornalmente l’Arte, la cultura, la bellezza di questo nostro tanto bistrattato più bel paese del mondo.

                                                                                  Giancarlo Alù

                                                      Guida turistica  autorizzata e abilitata di Roma e Provincia

 

Commenti

avatar denise
0
 
 
Caro collega, anche se non proprio "vecchia", sono pienamente d'accordo con la tua analisi, che deriva certamente da una conoscenza del settore e dalla consapevolezza delle problematiche interne al nostro meraviglioso mestiere. Noi giovani, da persone come te potremmo imparare molto, migliorando il nostro status e quello dell'intera categoria delle Guide.
avatar Leonardo
0
 
 
Cara Denise, grazie per l'interesse, ma se tu sapessi...potrei scrivere un volume sull'argomento da fare invidia alla Divina Commedia. E forse un giorno lo farò (però mi devo sbrigare perche non è che me ne sono rimasti tanti!), perchè l'argomento è talmente ricco, vario, da poter mostrare una fetta di umanità particolarmente matta... ma alla fine divertente.
Comunque mi hai dato un'idea: grazie a questo sito, voglio portare a conoscenza di tutti un particolare avvenimento che mi è capitato anni fa da far accapponare la pelle...e che farà meditare. E se qualche collega (quasi certamente) ha vissuto esperienze inusuali o ha da raccontare particolari aneddoti, suggerisco di scriverli anche lui nello spazio editoriale di questo Annuario. Chissà che ne venga fuori un lavoro da stampare in libro sulle esperienze comiche e tragiche che accadono nel mondo delle Guide. Ciao e Grazie. Giancarlo
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